un Artista a Roddino:  GIUSEPPE SAPPA   

Giuseppe Sappa nasce a Roddino (CN) e fin da piccolissimo dimostra di amare la pittura disegnando sui muri del ciabot coi carboncini delle viti bruciate nel caminetto. Il suo primo vero approccio con la pittura inizia però negli anni cinquanta quando si trasferisce a Torino per frequentare le scuole superiori.
Al termine degli studi decide di restare a Torino dove nel frattempo trova lavoro.
La sua attività di tipo prettamente tecnico/scientifico sommata ai sopraggiunti impegni familiari fanno sì che la passione artistica venga accantonata per un lungo periodo.
Con l'addio al vecchio impiego e la fisiologica diminuzione degli impegni familiari riaffiora negli anni ottanta la mai sopita passione per la pittura e da allora diventa via via più forte.
Riprende a frequentare per oltre dieci anni le migliori scuole fino ad ottenere la piena maturità artistica.
Tale maturità non viene però vissuta come un punto d'arrivo, ma anzi diventa il suo punto di partenza per un'attività sempre impegnata a cercare il coinvolgimento ed il confronto con altri artisti con cui, più che condividere tecniche pittoriche, cerca un'affinità di intenti che sia di stimolo culturale per se stesso e per la realtà che lo circonda portandolo a partecipare alla nascita di gruppi artistici quali, per esempio, lo Studio 13 di Alba dove vengono organizzati corsi, mostre, concorsi e dove sono state realizzate opere come quella del "Drappo del Palio 2003" che è un grande esempio di come produca un plusvalore artistico mettere su di un'unica tela l'ingegno di 13 artisti.
L'attività del dipingere nel corso degli anni passa quindi in modo naturale da un piacere del tutto personale ad un desiderio di trasmettere agli altri le proprie stimolanti esperienze.
In quest'ottica significativo e fortemente soddisfacente è l'impegno nello svolgere lezioni di pittura agli studenti di varie scuole elementari e medie di Torino, Bra ed altri paesi delle Langhe.
Oltre alle innumerevoli mostre personali e di gruppo, merita una citazione particolare la partecipazione alla mostra italo/russa del pastello di Jaroslavl, città il cui museo di Belle Arti ospita una sua opera.
Un altro suo dipinto si trova presso la Collezione Internazionale del Pastello di Lequio Berria (CN) ed inoltre ha realizzato murales ed affreschi all'interno del "Percorso della Memoria" di Vergne, Barolo (CN).
Se girando per il paese di Roddino vi troverete, dopo aver passato la
scalinata che porta alla chiesa, sotto ad un bastione che non è stato testimone di storiche battaglie, ma bensì di mitici scontri alla pantalera e dove da un paio d'anni si svolge in una magica atmosfera la "cena sotto il castello che non c'è", voltatevi, vedrete sul muro la rappresentazione di uno dei più bei scorci di Langa; lì si trova lo studio dove negli assolati e silenziosi pomeriggi estivi l'artista si rifugia a dipingere paesaggi e tradizioni langarole che sono i maggiori ispiratori della sua pittura e che riesce ad esprimere al meglio nell'immediatezza dell'acquerello.
Dopo aver tanto viaggiato, è proprio lì, nei luoghi della sua infanzia, che l'artista riesce ad abbandonarsi totalmente alla sua immaginazione, senza frapporre l'astrazione tra il suo dipinto ed il soggetto, lasciandosi trasportare dalle sue sensazioni e cercando di esprimere ciò che va oltre la realtà, il suo spirito, il suo animo?